2026-09-16P55 — Evoluzione L0-L3: onestà del claim e riserva dei diritti registrata (F1 + F3)accepted
Specifica del committente (09/2026) per evolvere il servizio verso quattro livelli di garanzia crescente (L0 sigillo qualificato, L1 esistente, L2 contrassegno invisibile, L3 riserva dei diritti/persistenza). Verifiche tecniche preliminari (V1) hanno trovato che la marca temporale in uso (DigiCert AATL) non è qualificata eIDAS e che il fail-open del firmatario produceva, in silenzio, certificati più deboli di quanto il PDF lasciasse intendere — un rischio di overclaim più urgente di molto altro nella specifica. Il piano completo, con le verifiche e le migliorie proposte, è in `img-auth-hub/P55-DESIGN-evoluzione-L0-L3.md`.
Decisione: **F1 (onestà del claim, chiusa 16/09/2026)**: rimossa la formula "data certa" dove prometteva un effetto giuridico non ancora vero; il PDF e la pagina /c/<hash> dichiarano ora le garanzie realmente ottenute da QUELLA emissione (firma HMAC, PAdES, marca temporale con livello, ancoraggio Bitcoin) invece di una garanzia generica del servizio; il fail-open del firmatario resta come politica ma smette di essere muto. **F3 (riserva dei diritti registrata lato server, chiusa 16/09/2026)**: identificata come il differenziatore principale del servizio rispetto ai soli metadati editabili (IPTC, C2PA): un campo `riserva` facoltativo (vocabolario CAWG training-mining: notAllowed/constrained/allowed), vincolato alla stessa firma HMAC dei metadati dichiarati, verificabile pubblicamente da chiunque conosca l'impronta (`GET /api/rights`) anche quando il file che circola ha perso ogni metadato — è il caso che i metadati embedded non reggono mai. **Bivio architetturale risolto (M5 della specifica)**: L2/L3 della specifica del committente presupponevano che il servizio ricevesse i byte del file per scriverci un manifest o un watermark — in contraddizione diretta con l'invariante 4 (il file non lascia il dispositivo dal sito). Deciso: la parte server-side (F3, sopra) non richiede mai il file: basta l'impronta, già nota al servizio. La scrittura del contrassegno nel file stesso (F5, ridimensionata) si farà nel browser, mai sul server. Il contrassegno invisibile watermark (F6) è stato **sospeso**: non protegge da solo (serve monitoraggio continuo, fuori budget), il mercato è presidiato da specialisti con anni di vantaggio, e integrarne uno esterno richiederebbe di inviargli il file — la stessa contraddizione con l'invariante 4, spostata a un fornitore terzo invece che risolta.
Conseguenze: Contratto additivo su tutta la linea: `hmacMessage` senza `riserva` resta bit-identico a prima della 1.37.0 (test di non-regressione scritto prima del codice), i certificati emessi prima di F1/F3 restano verificabili senza eccezioni. Nessun costo ricorrente nuovo. In produzione dal 16/09/2026: authart 1.3.0 (invariato), imgauth 1.37.0, authweb 1.36.0 — collaudo automatico su staging e prova dal vivo del gestore. Un falso allarme nel collaudo (certificato senza la riga della riserva) è risultato essere cache del browser su una pagina aperta prima del deploy, non un difetto: annotato come trappola operativa (`img-auth-hub/docs/TRAPPOLE.md`), non un rischio di questo registro. Restano aperte, fuori da questa decisione: F2 (marca temporale qualificata, bloccata da una spesa da deliberare), F7/L0 (sigillo qualificato, blocca su V3/V4 esterne), F5 ridimensionata (riserva scritta in JPEG/PNG nel browser). F6 resta sospesa fino a un cambio di fatti esplicitamente scritto nel piano (domanda pagante ricorrente, un finanziamento che copra il monitoraggio, o un'integrazione che non trasmetta il file).
ADR-P55